Museos y Obras de Arte del Vaticano

Panorámica de los Museos del Papa

Salas, Colecciones, Obras maestras.

Gran Tour ideal de la historia, desde los testimonios materiales del mundo antiguo hasta las sensibilidades artísticas contemporáneas, en un marco arquitectónico único en el mundo, fruto del ingenio de grandes Maestros.

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La Cappella Sistina, cappella “magna” del Papa, non è soltanto un luogo eminente dell’arte universale. È molto di più. È lo spazio identitario della Chiesa Cattolica, è catechismo in figura, traduzione della Bibbia in immagini. È un ambiente consacrato, un santuario, uno dei siti più “intoccabili” del mondo. È il luogo che per ogni Papa racchiude il ricordo di un giorno particolare della sua vita. Perché proprio qui, in questo spazio sacro, si raccolgono i cardinali per il Conclave, aspettando la manifestazione della volontà di Cristo riguardo alla persona del successore di San Pietro.
La Cappella prende il nome da Papa Sisto IV della Rovere che fece ristrutturare l'antica Cappella Magna tra il 1477 e il 1480. Fu poi suo nipote, Papa Giulio II della Rovere, che decise di modificarne in parte la decorazione affidando nel 1508 l'incarico a Michelangelo Buonarroti, il quale dipinse la volta con le storie della Genesi, gli Antenati di Cristo, le Sibille e i Profeti, e, successivamente, sulla parete dietro l’altare, il Giudizio universale (1533, su incarico di Papa Clemente VII). La decorazione quattrocentesca delle pareti venne invece eseguita da un'équipe di pittori costituita inizialmente da Pietro Perugino, Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Cosimo Rosselli, coadiuvati dalle rispettive botteghe e da alcuni più stretti collaboratori.
Tra il 1979 e il 1999 gli affreschi della Cappella Sistina hanno subito un completo restauro sotto la direzione artistico e scientifica dei Musei Vaticani.

http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/musei/cappella-sistina.html

***

The Sistine Chapel, the Pope’s “Cappella Magna”, is not only an eminent place in universal art. It is much more. It is the space that identifies the Catholic Church, it is catechism in figures, the translation of the Bible in images. It is a consecrated environment, a shrine, one of the most “untouchable” places in the world. It is the place that, for every Pope, holds the memory of a particular day in his life. Because it is precisely here, in this sacred space, that the cardinals gather for the Conclave, awaiting the manifestation of Christ’s will with regard to the person who will be Peter’s successor.
The Chapel takes its name from Pope Sixtus IV della Rovere, who had the ancient Cappella Magna restructured between 1477 and 1480. Pope Julius II della Rovere, nephew of Sixtus IV, then decided to modify part of the decoration, entrusting the task to Michelangelo Buonarroti in 1508, who painted the ceiling with the stories of Genesis, the ancestors of Christ, the Sybils and the Prophets, and, later (1533 – Pope Clement VII) the wall behind the altar, the Universal Judgement. The fifteenth-century decoration on the walls was instead produced by a team of painters constituted initially of Pietro Perugino, Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, and Cosimo Rosselli, assisted by their respective workshops and by some of their closest collaborators.
Between 1979 and 1999 the frescoes of the Sistine Chapel underwent full restoration under the artistic and scientific direction of the Vatican Museums.

http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/en/collezioni/musei/cappella-sistina.html

La Cappella Sistina, cappella “magna” del Papa, non è soltanto un luogo eminente dell’arte universale. È molto di più. È lo spazio identitario della Chiesa Cattolica, è catechismo in figura, traduzione della Bibbia in immagini. È un ambiente consacrato, un santuario, uno dei siti più “intoccabili” del mondo. È il luogo che per ogni Papa racchiude il ricordo di un giorno particolare della sua vita. Perché proprio qui, in questo spazio sacro, si raccolgono i cardinali per il Conclave, aspettando la manifestazione della volontà di Cristo riguardo alla persona del successore di San Pietro.
La Cappella prende il nome da Papa Sisto IV della Rovere che fece ristrutturare l'antica Cappella Magna tra il 1477 e il 1480. Fu poi suo nipote, Papa Giulio II della Rovere, che decise di modificarne in parte la decorazione affidando nel 1508 l'incarico a Michelangelo Buonarroti, il quale dipinse la volta con le storie della Genesi, gli Antenati di Cristo, le Sibille e i Profeti, e, successivamente, sulla parete dietro l’altare, il Giudizio universale (1533, su incarico di Papa Clemente VII). La decorazione quattrocentesca delle pareti venne invece eseguita da un'équipe di pittori costituita inizialmente da Pietro Perugino, Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Cosimo Rosselli, coadiuvati dalle rispettive botteghe e da alcuni più stretti collaboratori.
Tra il 1979 e il 1999 gli affreschi della Cappella Sistina hanno subito un completo restauro sotto la direzione artistico e scientifica dei Musei Vaticani.

http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/musei/cappella-sistina.html

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The Sistine Chapel, the Pope’s “Cappella Magna”, is not only an eminent place in universal art. It is much more. It is the space that identifies the Catholic Church, it is catechism in figures, the translation of the Bible in images. It is a consecrated environment, a shrine, one of the most “untouchable” places in the world. It is the place that, for every Pope, holds the memory of a particular day in his life. Because it is precisely here, in this sacred space, that the cardinals gather for the Conclave, awaiting the manifestation of Christ’s will with regard to the person who will be Peter’s successor.
The Chapel takes its name from Pope Sixtus IV della Rovere, who had the ancient Cappella Magna restructured between 1477 and 1480. Pope Julius II della Rovere, nephew of Sixtus IV, then decided to modify part of the decoration, entrusting the task to Michelangelo Buonarroti in 1508, who painted the ceiling with the stories of Genesis, the ancestors of Christ, the Sybils and the Prophets, and, later (1533 – Pope Clement VII) the wall behind the altar, the Universal Judgement. The fifteenth-century decoration on the walls was instead produced by a team of painters constituted initially of Pietro Perugino, Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, and Cosimo Rosselli, assisted by their respective workshops and by some of their closest collaborators.
Between 1979 and 1999 the frescoes of the Sistine Chapel underwent full restoration under the artistic and scientific direction of the Vatican Museums.

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Cappella Sistina – Sistine Chapel

Musei Vaticani 52K views 7 de agosto de 2019 09:17

Il 18 ottobre 2019 fu proprio Papa Francesco a visitare, presso i Musei Vaticani, il rinnovato Museo Etnologico Anima Mundi. “Mi piace pensare – ha dichiarato il Santo Padre per l’occasione – che quello che oggi inauguriamo non sia semplicemente un Museo, nella sua concezione tradizionale. Infatti ho trovato opportuno il nome che è stato scelto per questa raccolta, così evocativo: Anima Mundi. L’anima del mondo. Penso che i Musei Vaticani siano chiamati a diventare sempre più una “casa” viva, abitata e aperta a tutti, con le porte spalancate ai popoli del mondo intero”.
Attualmente, oltre 80.000 oggetti ed opere d’arte sono custoditi dal Museo. La collezione è molto diversificata: si va dalle migliaia di reperti preistorici provenienti da tutto il mondo e risalenti a oltre due milioni di anni fa, fino ai doni elargiti all’attuale Pontefice; dalle testimonianze delle grandi tradizioni spirituali asiatiche, a quelle delle civiltà precolombiane e dell’Islam; dalle produzioni dei popoli africani a quelle degli abitanti dell’Oceania e dell’Australia, passando per quelli delle popolazioni indigene d’America. Per la particolarità della collezione, costituita da materiale polimaterico, i manufatti esposti sono soggetti a rotazione per la salvaguardia e la conservazione. 

http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/musei/museo-etnologico.html

***

On October 18, 2019, Pope Francis himself visited the renovated Vatican Ethnological Museum Anima Mundi. “I like to think that what we are inaugurating today is not simply a museum according to the traditional concept”, declared the Holy Father on the occasion. “Indeed, I have found appropriate the name that has been chosen for this collection, so evocative: Anima mundi, the soul of the world. I think that the Vatican Museums are called increasingly to become a living “home”, inhabited by and open to all, with the doors wide open to populations from all over the world”.
Currently over 80,000 objects and works of art are held in the Museum. The collection is extremely varied: it ranges from thousands of prehistoric artefacts from all over the world and dating from over two million years ago, to the gifts given to the current Pontiff; from evidence of the great Asian spiritual traditions, to those of the pre-Columbian and Islamic civilisations; from the work of African populations to that of the inhabitants of Oceania and Australia, and the indigenous peoples of America. Due to the specific nature of the collection, constituted of multiple materials, the artefacts are displayed on rotation to facilitate their protection and conservation. 

http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/en/collezioni/musei/museo-etnologico.html

Il 18 ottobre 2019 fu proprio Papa Francesco a visitare, presso i Musei Vaticani, il rinnovato Museo Etnologico Anima Mundi. “Mi piace pensare – ha dichiarato il Santo Padre per l’occasione – che quello che oggi inauguriamo non sia semplicemente un Museo, nella sua concezione tradizionale. Infatti ho trovato opportuno il nome che è stato scelto per questa raccolta, così evocativo: Anima Mundi. L’anima del mondo. Penso che i Musei Vaticani siano chiamati a diventare sempre più una “casa” viva, abitata e aperta a tutti, con le porte spalancate ai popoli del mondo intero”.
Attualmente, oltre 80.000 oggetti ed opere d’arte sono custoditi dal Museo. La collezione è molto diversificata: si va dalle migliaia di reperti preistorici provenienti da tutto il mondo e risalenti a oltre due milioni di anni fa, fino ai doni elargiti all’attuale Pontefice; dalle testimonianze delle grandi tradizioni spirituali asiatiche, a quelle delle civiltà precolombiane e dell’Islam; dalle produzioni dei popoli africani a quelle degli abitanti dell’Oceania e dell’Australia, passando per quelli delle popolazioni indigene d’America. Per la particolarità della collezione, costituita da materiale polimaterico, i manufatti esposti sono soggetti a rotazione per la salvaguardia e la conservazione.

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On October 18, 2019, Pope Francis himself visited the renovated Vatican Ethnological Museum Anima Mundi. “I like to think that what we are inaugurating today is not simply a museum according to the traditional concept”, declared the Holy Father on the occasion. “Indeed, I have found appropriate the name that has been chosen for this collection, so evocative: Anima mundi, the soul of the world. I think that the Vatican Museums are called increasingly to become a living “home”, inhabited by and open to all, with the doors wide open to populations from all over the world”.
Currently over 80,000 objects and works of art are held in the Museum. The collection is extremely varied: it ranges from thousands of prehistoric artefacts from all over the world and dating from over two million years ago, to the gifts given to the current Pontiff; from evidence of the great Asian spiritual traditions, to those of the pre-Columbian and Islamic civilisations; from the work of African populations to that of the inhabitants of Oceania and Australia, and the indigenous peoples of America. Due to the specific nature of the collection, constituted of multiple materials, the artefacts are displayed on rotation to facilitate their protection and conservation.

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Museo Etnologico Anima Mundi – Ethnological Museum Anima Mundi

Musei Vaticani 1.3K views 16 de junio de 2020 15:29

Lo spagnolo Rodrigo de Borja y Doms (italianizzato in Borgia), eletto papa alla morte di Innocenzo VIII assumendo il nome di Alessandro VI, lega il suo nome a parte della residenza utilizzata durante il suo pontificato (1492 - 1503).
L’Appartamento Borgia comprende sei ambienti di rilievo monumentale fatti ristrutturare e decorare da quel pontefice, che ospitano oggi parte della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani inaugurata da Paolo VI (1973): le Sale delle Sibille e del Credo nella Torre Borgia; quelle delle Arti Liberali, dei Santi e dei Misteri, allineate nell’ala edificata da Niccolò V e definite “camere segrete” nel Diario di Johannes Burckhard, maestro delle cerimonie di papa Alessandro; infine la Sala dei Pontefici nell’ala più antica di Niccolò III.
La decorazione pittorica delle “camere segrete”, vale a dire riservate a uso privato del pontefice, venne affidata al pittore umbro Bernardino di Betto, meglio noto con l’appellativo di Pinturicchio.

http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/musei/appartamento-borgia.html

***

The Spanish Rodrigo de Borja y Doms (Italianised as “Borgia”), elected as pope following the death of Innocent VIII with the name Alexander VI, lends his name to part of the residence used during his papacy (1492 - 1503).
The Borgia Apartment consists of six monumental spaces, renovated and decorated at Pope Alexander VI’s behest, which now house part of the Vatican Museums’ Collection of Contemporary Art inaugurated by Paul VI (1973): the Room of the Sibyls and the Room of the Creed are in the Borgia Tower, whereas those of the Liberal Arts, the Saints and the Mysteries are all aligned in the wing built by Nicholas V and defined as “secret rooms” in the Diary of Johannes Burckhard, Pope Alexander’s master of ceremonies; finally, the Room of the Pontiffs is in the oldest wing, built by Nicholas III.
The pictorial decoration of the “secret rooms” – those reserved for private use by the Pontiff – was entrusted to the Umbrian painter Bernardino di Betto, better known as Pinturicchio.

http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/en/collezioni/musei/appartamento-borgia.html

Lo spagnolo Rodrigo de Borja y Doms (italianizzato in Borgia), eletto papa alla morte di Innocenzo VIII assumendo il nome di Alessandro VI, lega il suo nome a parte della residenza utilizzata durante il suo pontificato (1492 - 1503).
L’Appartamento Borgia comprende sei ambienti di rilievo monumentale fatti ristrutturare e decorare da quel pontefice, che ospitano oggi parte della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani inaugurata da Paolo VI (1973): le Sale delle Sibille e del Credo nella Torre Borgia; quelle delle Arti Liberali, dei Santi e dei Misteri, allineate nell’ala edificata da Niccolò V e definite “camere segrete” nel Diario di Johannes Burckhard, maestro delle cerimonie di papa Alessandro; infine la Sala dei Pontefici nell’ala più antica di Niccolò III.
La decorazione pittorica delle “camere segrete”, vale a dire riservate a uso privato del pontefice, venne affidata al pittore umbro Bernardino di Betto, meglio noto con l’appellativo di Pinturicchio.

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The Spanish Rodrigo de Borja y Doms (Italianised as “Borgia”), elected as pope following the death of Innocent VIII with the name Alexander VI, lends his name to part of the residence used during his papacy (1492 - 1503).
The Borgia Apartment consists of six monumental spaces, renovated and decorated at Pope Alexander VI’s behest, which now house part of the Vatican Museums’ Collection of Contemporary Art inaugurated by Paul VI (1973): the Room of the Sibyls and the Room of the Creed are in the Borgia Tower, whereas those of the Liberal Arts, the Saints and the Mysteries are all aligned in the wing built by Nicholas V and defined as “secret rooms” in the Diary of Johannes Burckhard, Pope Alexander’s master of ceremonies; finally, the Room of the Pontiffs is in the oldest wing, built by Nicholas III.
The pictorial decoration of the “secret rooms” – those reserved for private use by the Pontiff – was entrusted to the Umbrian painter Bernardino di Betto, better known as Pinturicchio.

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Appartamento Borgia – Borgia Apartment

Musei Vaticani 14.1K views 13 de septiembre de 2019 10:11

Braccio Nuovo – New Wing

Musei Vaticani 5.4K views 6 de agosto de 2019 10:48

Stanze di Raffaello – Raphael Rooms

Musei Vaticani 48.6K views 23 de mayo de 2016 05:38

Museo Gregoriano Egizio – Gregorian Egyptian Museum

Musei Vaticani 50.8K views 23 de mayo de 2016 05:38

Il Museo Pio Clementino, che prende il nome da due pontefici del XVIII secolo Clemente XIV Ganganelli e Pio VI Braschi, ha origine dalla collezione cinquecentesca di statuaria antica di papa Giulio II Della Rovere. Il Museo contiene tre grandi nuclei di opere d'arte antica: la statuaria e i ritratti, le opere legate al mondo funerario come sarcofagi e are, e i mosaici. Ospita al suo interno, in cornici uniche come il Cortile Ottagono, capolavori di grande fama quali l'Apoxyomenos, il Laocoonte, l'Apollo del Belvedere, il Torso del Belvedere, l'Antinoo Braschi.

http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/musei/museo-pio-clementino.html

***

The Pius Clementine Museum, which takes its name from two eighteenth century pontiffs, Clement XIV Ganganelli and Pius VI Braschi, originated from the Pope Julius II Della Rovere’s sixteenth-century collection of antique statuary. The Museum contains three large core collections of antique works of art: statuary and portrait busts, works linked to the funerary world such as sarcophagi and altars, and mosaics. The Museum houses, in unique settings such as the Octagonal Courtyard, famous masterpieces such as the Apoxyomenos, the Laocoön, the Apollo of the Belvedere, the Torso of the Belvedere and the Braschi Antinous.

http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/en/collezioni/musei/museo-pio-clementino.html

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Il Museo Pio Clementino, che prende il nome da due pontefici del XVIII secolo Clemente XIV Ganganelli e Pio VI Braschi, ha origine dalla collezione cinquecentesca di statuaria antica di papa Giulio II Della Rovere. Il Museo contiene tre grandi nuclei di opere d'arte antica: la statuaria e i ritratti, le opere legate al mondo funerario come sarcofagi e are, e i mosaici. Ospita al suo interno, in cornici uniche come il Cortile Ottagono, capolavori di grande fama quali l'Apoxyomenos, il Laocoonte, l'Apollo del Belvedere, il Torso del Belvedere, l'Antinoo Braschi.

http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/musei/museo-pio-clementino.html

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The Pius Clementine Museum, which takes its name from two eighteenth century pontiffs, Clement XIV Ganganelli and Pius VI Braschi, originated from the Pope Julius II Della Rovere’s sixteenth-century collection of antique statuary. The Museum contains three large core collections of antique works of art: statuary and portrait busts, works linked to the funerary world such as sarcophagi and altars, and mosaics. The Museum houses, in unique settings such as the Octagonal Courtyard, famous masterpieces such as the Apoxyomenos, the Laocoön, the Apollo of the Belvedere, the Torso of the Belvedere and the Braschi Antinous.

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Museo Pio Clementino – Pius Clementine Museum

Musei Vaticani 24.3K views 23 de mayo de 2016 05:38

Pinacoteca – Pinacoteca (Picture Gallery)

Musei Vaticani 30K views 23 de mayo de 2016 05:38

Collezione d’Arte Contemporanea – Collection of Contemporary Art

Musei Vaticani 9.2K views 23 de mayo de 2016 05:38

Museo Gregoriano Etrusco – Gregorian Etruscan Museum

Musei Vaticani 16.4K views 23 de mayo de 2016 05:38

Con quasi un migliaio di reperti di scultura antica, il Museo Chiaramonti rappresenta una delle più cospicue collezioni di ritratti romani. Prende il nome da papa Pio VII Chiaramonti, e nasce in un momento importante nella storia delle collezioni vaticane, quando grazie all'impegno diplomatico di Antonio Canova le opere sequestrate da Napoleone rientrano in Vaticano dalla Francia. Proprio Canova stabilisce i criteri di ordinamento del nuovo spazio espositivo, che presenta insieme le "tre arti sorelle": la scultura, nelle opere antiche esposte; l'architettura, nelle mensole ottenute da antiche cornici architettoniche, e la pittura, negli affreschi delle lunette.

http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/musei/museo-chiaramonti.html

***

With almost a thousand examples of antique sculpture on display, the Chiaramonti Museum is one of the most significant collections of Roman portrait busts. It is named after Pope Pius VII Chiaramonti (1800-1823), and was established in an important moment in the history of the Vatican collections, when thanks to the diplomatic efforts of Antonio Canova the works seized by Napoleon were returned from France to the Vatican. Canova himself established the criteria for the arrangement of the new exhibition space, which presents together the three “sister arts”: sculpture, in the antique works displayed; architecture, in the corbels obtained from the ancient architectural cornices; and painting, in the frescoes of the lunettes.

http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/en/collezioni/musei/museo-chiaramonti.html

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Con quasi un migliaio di reperti di scultura antica, il Museo Chiaramonti rappresenta una delle più cospicue collezioni di ritratti romani. Prende il nome da papa Pio VII Chiaramonti, e nasce in un momento importante nella storia delle collezioni vaticane, quando grazie all'impegno diplomatico di Antonio Canova le opere sequestrate da Napoleone rientrano in Vaticano dalla Francia. Proprio Canova stabilisce i criteri di ordinamento del nuovo spazio espositivo, che presenta insieme le "tre arti sorelle": la scultura, nelle opere antiche esposte; l'architettura, nelle mensole ottenute da antiche cornici architettoniche, e la pittura, negli affreschi delle lunette.

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With almost a thousand examples of antique sculpture on display, the Chiaramonti Museum is one of the most significant collections of Roman portrait busts. It is named after Pope Pius VII Chiaramonti (1800-1823), and was established in an important moment in the history of the Vatican collections, when thanks to the diplomatic efforts of Antonio Canova the works seized by Napoleon were returned from France to the Vatican. Canova himself established the criteria for the arrangement of the new exhibition space, which presents together the three “sister arts”: sculpture, in the antique works displayed; architecture, in the corbels obtained from the ancient architectural cornices; and painting, in the frescoes of the lunettes.

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Museo Chiaramonti – Chiaramonti Museum

Musei Vaticani 7.8K views 23 de mayo de 2016 05:38

Voluto da Pio IX ed allestito nella sua sede originaria nel Palazzo Apostolico del Laterano dal gesuita Giuseppe Marchi e dal grande archeologo Giovanni Battista de Rossi, il Museo Pio Cristiano è composto quasi nella sua totalità da sarcofagi con figurazioni cristiane dal III al V secolo d.C., ed è inscindibilmente legato al Lapidario Cristiano. Nel 1963, per volontà di papa Giovanni XXIII, il Museo Pio Cristiano fu trasferito dal Laterano al Vaticano, dove venne riallestito da Enrico Josi, cercando di mantenere l’organizzazione precedente sia pure rivista con criteri espositivi moderni, e nuovamente inaugurato nel 1970. 

http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/musei/museo-pio-cristiano.html

***

Desired by Pius IX and set up in its original location in the Lateran Apostolic Palace by the Jesuit Giuseppe Marchi and the great archaeologist Giovanni Battista de Rossi, the Pius-Christian Museum is composed almost entirely of sarcophagi with Christian imagery dating from the third to the fifth centuries A.D., and it is inseparably linked to the Christian Lapidarium. In 1963, at the behest of Pope John XXIII, the Pius-Christian Museum was transferred from the Lateran Palace to the Vatican, where it was set up by Enrico Josi, who sought to maintain the previous layout, with some revisions on the basis of modern exhibition criteria. It was newly inaugurated in 1970.

http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/en/collezioni/musei/museo-pio-cristiano.html

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Voluto da Pio IX ed allestito nella sua sede originaria nel Palazzo Apostolico del Laterano dal gesuita Giuseppe Marchi e dal grande archeologo Giovanni Battista de Rossi, il Museo Pio Cristiano è composto quasi nella sua totalità da sarcofagi con figurazioni cristiane dal III al V secolo d.C., ed è inscindibilmente legato al Lapidario Cristiano. Nel 1963, per volontà di papa Giovanni XXIII, il Museo Pio Cristiano fu trasferito dal Laterano al Vaticano, dove venne riallestito da Enrico Josi, cercando di mantenere l’organizzazione precedente sia pure rivista con criteri espositivi moderni, e nuovamente inaugurato nel 1970.

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Desired by Pius IX and set up in its original location in the Lateran Apostolic Palace by the Jesuit Giuseppe Marchi and the great archaeologist Giovanni Battista de Rossi, the Pius-Christian Museum is composed almost entirely of sarcophagi with Christian imagery dating from the third to the fifth centuries A.D., and it is inseparably linked to the Christian Lapidarium. In 1963, at the behest of Pope John XXIII, the Pius-Christian Museum was transferred from the Lateran Palace to the Vatican, where it was set up by Enrico Josi, who sought to maintain the previous layout, with some revisions on the basis of modern exhibition criteria. It was newly inaugurated in 1970.

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Museo Pio Cristiano – Pius Christian Museum

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Museo Profano – Profane Museum

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Più di duemila iscrizioni provenienti da chiese, conventi urbani e catacombe romane compongono la collezione del Lapidario Cristiano, che nacque sotto papa Pio IX grazie all'archeologo Giovanni Battista de Rossi e al suo maestro, il gesuita Giuseppe Marchi. Si tratta principalmente di iscrizioni funerarie incise, o in alcuni casi dipinte o impresse, su supporti lapidei. Trasferita negli anni Sessanta del secolo scorso dal Palazzo Apostolico Lateranense al Vaticano, nel riallestimento assunse la sistemazione oggi conosciuta dal pubblico, con la suddivisione in iscrizioni storiche, iscrizioni dogmatiche e iscrizioni abbinate a simboli ed epitaffi.

http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/musei/lapidario-cristiano.html

***

Over two thousand inscriptions from churches, urban convents and Roman catacombs compose the collection of the Christian Lapidarium, which was founded under Pope Pius IX and owes its construction to the archaeologist Giovanni Battista de Rossi and his teacher, the Jesuit Giuseppe Marchi. It consists mainly of funerary inscriptions engraved on marble, or in some cases painted or impressed on stone supports. The collection was transferred in the 1970s from the Lateran Apostolic Palace to the Vatican and given a new layout in which it assumed the arrangement now visible to the public, divided into historical inscriptions, dogmatic inscriptions and inscriptions combined with symbols and epitaphs.

http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/en/collezioni/musei/lapidario-cristiano.html

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Più di duemila iscrizioni provenienti da chiese, conventi urbani e catacombe romane compongono la collezione del Lapidario Cristiano, che nacque sotto papa Pio IX grazie all'archeologo Giovanni Battista de Rossi e al suo maestro, il gesuita Giuseppe Marchi. Si tratta principalmente di iscrizioni funerarie incise, o in alcuni casi dipinte o impresse, su supporti lapidei. Trasferita negli anni Sessanta del secolo scorso dal Palazzo Apostolico Lateranense al Vaticano, nel riallestimento assunse la sistemazione oggi conosciuta dal pubblico, con la suddivisione in iscrizioni storiche, iscrizioni dogmatiche e iscrizioni abbinate a simboli ed epitaffi.

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Over two thousand inscriptions from churches, urban convents and Roman catacombs compose the collection of the Christian Lapidarium, which was founded under Pope Pius IX and owes its construction to the archaeologist Giovanni Battista de Rossi and his teacher, the Jesuit Giuseppe Marchi. It consists mainly of funerary inscriptions engraved on marble, or in some cases painted or impressed on stone supports. The collection was transferred in the 1970s from the Lateran Apostolic Palace to the Vatican and given a new layout in which it assumed the arrangement now visible to the public, divided into historical inscriptions, dogmatic inscriptions and inscriptions combined with symbols and epitaphs.

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Lapidario Cristiano – Christian Lapidarium

Musei Vaticani 3K views 23 de mayo de 2016 05:38

Laboratorio di Restauro Polimaterico – Ethnological Materials Restoration Laboratory

Musei Vaticani 1.5K views 12 de enero de 2017 11:36

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